Jane Birkin, la musa di Gainsbourg: una vera icona femminile negli anni Settanta

Talmente unica la sua bellezza, che la maison francese Hermès le ha addirittura intitolato una delle più ricercate it bag al mondo: la famosissima e costosissima Birkin. Stiamo proprio parlando di Jane Birkin, cantautrice ed attrice nativa londinese ma che ha lavorato e vissuto prevalentemente in Francia.

È proprio in Francia nel 1968, appena ventiduenne e già con un matrimonio alle spalle (da cui è nata la prima di tre figlie, morta nel 2013 precipitando dal suo appartamento al quarto piano a Parigi) che Jane Birkin conosce, sul set del film Slogan, Serge Gainsbourg. Musicista e cantautore che all’epoca contava il doppio dell’età della Birkin, Gainsbourg aveva già archiviato numerose relazioni ed era in attesa della sua seconda figlia da un matrimonio ormai finito a causa di una liaison avuta tra il 1967 e il 1968 con Brigitte Bardot. Proprio dalla frequentazione con la Bardot era nata una prima versione della famosissima “Je t’aime … moi non plus”. 

Nonostante il timore di non essere all’altezza della grande BB e nonostante la poca conoscenza della lingua francese, Jane Birkin accettò di reinterpretare una seconda versione di “Je t’aime … moi non plus” con Serge Gainsbourg, probabilmente inconsapevole che quella canzone sarebbe diventata una hit mondiale.
Un testo troppo esplicito, una interpretazione troppo passionale, un contenuto troppo scandaloso: questi, in breve, i motivi che costarono la censura del brano in più di un Paese (Italia, Gran Bretagna e Paesi Bassi tra tutti). Il singolo, comunque, venne scelto come prima traccia dell’album a firma della neonata coppia Gainsbourg-Birkin uscito nel 1969 ed entrò nelle più importanti classifiche musicali dell’epoca.

Lei, icona di bellezza intramontabile, dal fascino provocante ma al tempo stesso quasi virgineo, nonostante le sue interpretazioni spesso sensuali ed una fisicità mai nascosta, con i suoi abiti in minigonna e delle gambe chilometriche, con quel viso da bambina ma lo sguardo da donna ammaliatrice, conquistò le copertine dei maggiori magazines dell’epoca e senza dubbio rappresentò un modello di stile degli anni Settanta.

Jane Birkin
Serge Gainsbourg e Jane Birkin

Quella tra Gainsbourg e la Birkin divenne una storia d’amore appassionante, coinvolgente e di certo non immune da scandali. Tramontò all’alba degli Ottanta, dopo mesi di furiose litigate, un tentato suicidio di lei nella Senna ed i vizi di lui che non accennavano a diminuire, ma anzi rendevano tutto difficile. Alcol in grandi quantità e fumo, perlopiú. Jane Birkin si rifece una vita con l’uomo che nell’ultimo periodo della sua relazione con Gainsbourg era diventato il suo amante e da cui ebbe un’altra figlia. Lui intrecciò altre relazioni e divenne padre per la quarta volta, ma non riuscì mai ad abbandonare la vita sregolata che, anzi, lo condusse ad una semi-cecità e gli provocò un cirrosi. Se ne è andato nel 1991.

Jane Birkin ha voluto raccontare i ricordi, i segreti e i dettagli degli anni della sua giovinezza e della sua relazione con Gainsbourg nel libro “Munkey Diaries 1957-1982”, pubblicato nel 2018. Una sorta di confessione che arriva come bilancio personale di una carriera che, però, fortunatamente ancora prosegue.

Serge Gainsbourg e Jane Birkin

«Ho cominciato a scrivere il mio diario a undici anni, rivolgendomi a Munkey, il mio confidente; questo scimmiotto di peluche vestito da fantino mi è stato regalato da mio zio, vinto a una lotteria istantanea, ha dormito al mio fianco, diviso con me la malinconia del convitto, i letti d’ospedale e la mia vita con John, Serge, Jacques, è stato testimone di tutte le gioie e le tristezze. Davanti alla devastazione delle mie figlie, ho deposto Munkey accanto a Serge nella bara in cui giaceva, come un faraone. La mia scimmia per proteggerlo nell’aldilà. Rileggendo i miei diari, mi appare evidente che non si cambia. Quello che ero a dodici anni, lo sono ancora oggi. I diari sono necessariamente ingiusti, si scoprono le carte, ci si lamenta, ci sono versioni di tutto, ma qui c’è solo la mia… Ho adottato il principio di non aggiustare niente e, credetemi, avrei preferito avere reazioni più mature o assennate di quelle che ho avuto…» (Jane Birkin)

Aurora Pepa

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