Primo maggio: così il Covid-19 trasforma il concertone in un concertino

Del fatto che la musica, come qualcuno direbbe, sia cambiata, prenderemo coscienza definitivamente constatando l’assenza, sulle reti della tv di Stato, della tradizionale forma del concertone del 1 maggio. Riadattato e ridimensionato nella sua durata, ma non annullato, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, il consueto appuntamento musicale promosso dalle tre maggiori sigle sindacali nazionali Cgil, Cisl e Uil, andrà in onda in diretta su Rai3 e in contemporanea su Rai Radio 2 in una edizione decisamente straordinaria. “Il lavoro in sicurezza: per costruire il futuro”: questo il titolo scelto per l’evento che, associato all’hashtag #1M2020, sarà condotto dal Teatro Delle Vittorie di Roma e vedrà la partecipazione di una trentina di artisti più o meno conosciuti, tra i quali di sicuro spiccano i nomi di Vasco Rossi, Zucchero, Gianna Nannini. I live che vedremo saranno realizzati prevalentemente presso la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove è installato l’Auditorium Stage Primo Maggio 2020, ma anche in location alternative scelte proprio dagli artisti e sparse un po’ per tutta Italia. 

Certo, è una bella sfida proporre una scaletta così ricca di esibizioni nel poco tempo a disposizione del concertone: di appena quattro ore sarà infatti la diretta che andrà in onda domani sera. Ci eravamo abituati a lunghe maratone musicali con artisti che proponevano a volte anche quattro, cinque brani a testa del loro personale repertorio, è vero, ma bisogna anche dire che, soprattutto negli ultimi anni, l’evento musicale del 1 maggio a Roma stava iniziando a lasciare sempre meno spazio alla musica. Non è un caso, infatti, se le ultime edizioni della kermesse sono state caratterizzate da accesi dibattiti tra fazioni politiche non sulle esibizioni musicali degli artisti ma su ciò che gli artisti e i presentatori dicevano tra un pezzo e l’altro. E poi il lavoro, certo. Il vero motivo ideologico per cui, ogni anno, Cgil, Cisl e Uil organizzano una manifestazione così importante anche e soprattutto dal punto di vista dell’impegno economico. Quest’anno sarà diverso, possiamo scommetterci. E ci si aspetta di ascoltare anche qualche riflessione, che vada al di là della mera propaganda politica, sul significato del lavoro, a maggior ragione in un momento così delicato. Ci auguriamo di sentire qualcuno degli artisti che si esibiranno andare oltre il banalissimo slogan dell’andrà tutto bene, ma affrontare invece il delicatissimo tema del futuro dell’arte. Perché l’arte è fatta da uomini, ovviamente, e anche se ancora ogni tanto ci vogliono convincere che con la cultura non si mangia, ci sono decine di migliaia di operatori e tecnici del settore dello spettacolo che fino allo scorso febbraio con questi stipendi ci campavano. E allora speriamo che domani i grandi nomi del panorama musicale italiano non abbiano timore di farsi portavoce di un intero settore professionale di cui fanno parte, ovviamente, uomini e donne che non hanno certamente la loro potenza mediatica. Quale migliore occasione, dopotutto, se non la diretta sul palco del concertone del primo maggio in prima serata, in una giornata in cui si celebra la festa nazionale dedicata al tema del lavoro?

Aurora Pepa

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