Van Gogh e McLean, la notte stellata della musica

Nel 1971 usciva in America l’album America Pie del cantautore Don McLean, al cui interno era contenuta la traccia di una canzone che, è davvero il caso di dirlo, fece il giro del mondo ed approdò, addirittura in molteplici versioni, in Italia. Si tratta di Vincent, canzone conosciuta anche con il titolo di Starry, starry night, utilizzando le parole con cui si apre la prima strofa. Il brano è – come si evince chiaramente dal nome ”Vincent” – un tributo al grande artista olandese Vincent van Gogh e, in particolare, alla sua celebre Notte stellata

Il famosissimo dipinto Notte stellata è stato realizzato nel 1889 quando, dopo il terribile avvenimento dell’automutilazione all’orecchio, van Gogh stava trascorrendo  l’anno di permanenza nella clinica psichiatrica di Saint-Rémy-de-Provence. “Guardare alle stelle mi fa sempre sognare, semplicemente come quando sogno sui punti neri che rappresentano le città e i villaggi in una mappa. Perché, mi chiedo, i puntini luccicanti del cielo non dovrebbero essere accessibili quanto i puntini neri sulla carta della Francia?”, aveva scritto Vincent in una delle innumerevoli lettere indirizzate all’adorato fratello Theo. 

Il brano di McLean si riferisce, oltre che alla “Notte stellata”, più in generale a tutta la produzione artistica di van Gogh, con espliciti riferimenti sia alle  caratteristiche della tecnica pittorica utilizzata, sia alle tristi vicende personali dell’olandese, che lo portarono, dopo una esistenza piena di tristezza e di difficoltà legate anche alla persistenza di frequenti crisi nervose, al suicidio alla prematura età di 37 anni. La canzone, che mescola lo stile folk rock americano alla tipica ballad anni Settanta, nel 1972 è entrata nelle classifiche musicali più importanti del Regno Unito e degli Stati Uniti. Riguardo alla genesi di Vincent (Starry, starry night), Don McLean in una intervista ha raccontato: “nell’autunno del 1970 ho ottenuto un incarico cantando a scuola, suonando la chitarra nelle classi. Una mattina ero seduto in veranda, leggendo una biografia di Van Gogh, e improvvisamente ho capito che dovevo scrivere una canzone sostenendo che non era pazzo, aveva una malattia e così anche suo fratello Theo. Mi sono seduto con una stampa di Notte stellata e ho scritto il testo su un sacchetto di carta”. 

In Italia la canzone iniziò ad essere conosciuta nel 1973, quando Francesco De Gregori la riadattò, con un nuovo testo, e venne poi incisa da Little Tony. All’inizio, in realtà, era stato individuato De Gregori, allora giovanissimo, anche come esecutore del pezzo, ma per ragioni di marketing fu sostituito dal ben più celebre Little Tony. Oltre al danno, però, anche la beffa: l’etichetta del vinile che conteneva la traccia “Come un anno fa”, reca infatti il cognome scritto in modo errato: si legge De Gregorio.
Anche Roberto Vecchioni si è cimentato nella traduzione in italiano e dunque nell’incisione di Starry, starry night. Una interpretazione che sicuramente vale la pena di ascoltare, infine, è quella realizzata in duetto da Angelo Branduardi e Teresa De Sio. 

Aurora Pepa

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